Conosci i volti e le voci del festival
Al Festival della Filosofia Antica, crediamo che la vera saggezza si trovi nello scambio e nell'incontro. Per questo, abbiamo selezionato con cura un gruppo di relatori eccezionali: non solo esperti riconosciuti nel campo della filosofia antica, ma anche figure pronte a condividere la loro passione in modo accessibile e stimolante che saranno guide ottime e affidabili nei meandri del pensiero antico!


Prof. Francesco Fronterotta
Francesco Fronterotta è professore ordinario di Storia della filosofia presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza Università di Roma, che dirige da novembre 2025. Ha iniziato il suo percorso accademico con una formazione classica, ottenendo la laurea e il dottorato di ricerca con lode alla Scuola Normale Superiore di Pisa in cotutela con l’École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi, dove ha approfondito temi legati alla teoria platonica delle idee e alla partecipazione delle cose empiriche nel pensiero di Platone e nel neoplatonismo (Si veda, a questo proposito, la sua monografia Methexis. La teoria platonica delle idee e la partecipazione delle cose empiriche, Scuola Normale Superiore, 2001). Ha svolto attività di insegnamento presso istituzioni come l’École normale supérieure de Fontenay-St. Cloud e la Université Paris X – Nanterre come visiting professor. Fronterotta ha co-fondato nel 2001, insieme a Luc Brisson e Jean-François Pradeau, la Société d’études platoniciennes e la rivista internazionale Les Études platoniciennes.La sua ricerca si concentra principalmente su Platone, ma include anche studi approfonditi su Aristotele, Plotino e i presocratici, con particolare attenzione alle questioni fondamentali del rapporto tra conoscenza e realtà, la natura dell’anima come soggetto conoscente, nonché il rapporto tra pensiero, verità ed essere nella filosofia antica. Negli ultimi anni Fronterotta ha inoltre approfondito aspetti della ricezione della tradizione platonica in età moderna e contemporanea, esaminando edizioni, traduzioni e influenze del corpus platonico fra XV e XIX secolo, con riflessi su dibattiti filosofici più ampi come il neo-kantismo, il logicismo e i rapporti tra filosofia e matematica.Tra le sue numerose opere, si vedano Guida alla lettura del Parmenide di Platone, Roma-Bari, Laterza, 1998, e, di prossima pubblicazione (Marzo 2026), La Metafisica di Aristotele, Bologna, Il Mulino. È Socio Corrispondente dell'Accademia Nazionale dei Lincei.


Prof. Giovanni Giorgini
Giovanni Giorgini è professore ordinario di Storia delle Dottrine Politiche presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, dove insegna filosofia politica con un approccio che intreccia riflessione filosofica, storia delle idee e teoria politica. La sua formazione si è svolta tra l’Università di Bologna, dove si è laureato in filosofia sotto la guida di Nicola Matteucci, e i successivi studi di dottorato all’Università di Torino, con importanti esperienze di ricerca all’estero, tra cui il Clare Hall College di Cambridge, l’Università di Chicago, Pittsburgh, Columbia e Princeton, che hanno contribuito a consolidare la sua visione internazionale della disciplina. Giorgini è autore di numerosi libri e saggi, tra cui La città e il tiranno (1993), che esplora la nozione di tirannide nella Grecia antica, Liberalismi eretici (1999), una critica di alcune correnti del liberalismo contemporaneo, e I doni di Pandora (2002), in cui indaga temi filosofico-politici nell’antichità classica evidenziando il rapporto tra filosofia, politica e storia; ha anche curato e co-curato volumi collettanei come The Roots of Respect (2017) e The Brill Companion to the Reception of Athenian Democracy (2020), contribuendo a mettere in luce dialoghi classici e moderni su concetti fondamentali della filosofia politica. Al centro delle sue ricerche sta la filosofia politica greca classica — con particolare attenzione a autori come i Sofisti, Platone, Aristotele e Tucidide — e il modo in cui le idee politiche antiche sono state riprese e re-interpretate nella filosofia moderna e contemporanea; interessa inoltre il rapporto tra politica e liberalismo novecentesco, il problema del relativismo sia nella Grecia antica (come nella nozione protagorea de “l’uomo misura di tutte le cose”) sia nelle sue forme moderne, e le strategie teoriche per affrontare queste sfide concettuali. Giorgini coltiva inoltre temi come la storia concettuale delle idee politiche, la funzione delle istituzioni nel incarnare ideali politici e il modo in cui lo studio dei classici può contribuire alla formazione di una visione politica critica e consapevole; questa prospettiva si riflette anche nella sua recente Introduzione al pensiero politico classico (2024), volume che combina rigore storico con riflessioni teoriche più ampie, rendendo accessibili le posizioni dei grandi autori antichi e la loro importanza per la contemporaneità. Con Elena Irrera ha pubblicato i volumi collettanei God, Religion and Society in Ancient Thought: From Early Greek Philosophy to Augustine, Nomos Verlag, 2023, e The Roots of Respect: A Historic-Philosophical Itinerary, De Gruyter, 2017.


Prof.ssa Elena Irrera
Elena Irrera è Professoressa associata di Filosofia Politica presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, dove insegna e conduce attività di ricerca nell’ambito della filosofia antica e della filosofia politica contemporanea. Irrera è specializzata nello studio di Aristotele, con particolare attenzione alle connessioni tra metafisica, etica e politica nella teoria aristotelica, e ricerca le relazioni tra istituzioni politiche, concezioni antiche della felicità e idealità della bellezza (to kalon), cercando di mostrare come la ricerca umana del bello possa orientare la comprensione del bene e della conoscenza filosofica. Accanto all’aristotelismo, la sua ricerca abbraccia anche Platone, esplorando la natura e il ruolo del dialogo filosofico come forma di educazione etico-intellettuale e come pratica riflessiva che guida il lettore oltre la semplice argomentazione. Irrera ha inoltre approfondito concetti normativi chiave come il rispetto, la tolleranza e i diritti delle minoranze – affrontati in prospettiva antica e moderna – e il concetto di solidarietà con implicazioni per l’integrazione politica, sociale e culturale in contesti contemporanei come quello dell’Unione Europea. La sua produzione scientifica include saggi e capitoli in volumi collettanei, articoli su riviste specialistiche e contributi critici: fra questi si segnalano lavori su temi classici come la nozione di οἰκονομία e la giustizia politica in Aristotele, riflessioni sull’esperienza mistica nella filosofia platonica, approfondimenti storico-filosofici su religione e giustizia nel pensiero greco antico e saggi sulla tradizione epicurea. Nel complesso, il lavoro di Elena Irrera si caratterizza per una forte interconnessione tra storia del pensiero filosofico e filosofia politica normativa, con un impegno volto a ricollegare le radici della filosofia classica alle sfide etiche e sociali del mondo attuale. Tra le sue opere, ricordiamo: Il bello come causalità metafisica in Aristotele — Mimesis Edizioni, 2011; Sulla bellezza della vita buona. Fini e criteri dell’agire umano in Aristotele — Carabba Editrice, 2012; Una giustizia in divenire. Le radici teoriche della solidarietà, Rubbettino, 2026. Con Giovanni Giorgini ha curato i volumi God, Religion and Society in Ancient Thought: From Early Greek Philosophy to Augustine, Nomos Verlag, 2023, e The Roots of Respect: A Historic-Philosophical Itinerary, De Gruyter, 2017.


Prof.ssa Claudia Lo Casto
Claudia Lo Casto è professoressa associata di Storia della Filosofia Antica presso l’Università degli Studi di Salerno. Da marzo 2020 a giugno 2021, è stata Wissenschaftliche Mitarbeiterin presso il Dipartimento di filologia classica dell’Università di Tubinga. Claudia Lo Casto si occupa soprattutto di filosofia neoplatonica e dell’interpretazione dei testi classici greci con un forte rigore filologico e filosofico. La sua attività scientifica si concentra in particolare sul pensiero di Plotino, autore fondamentale della tradizione neoplatonica, e su temi chiave come la nozione di anima, la vita e la relazione tra corpo e intelletto che attraversano le Enneadi e ne costituiscono il cuore speculativo. Tra le sue pubblicazioni spicca il volume Teleia Zoe: ricerche sulla nozione di vita in Plotino (2017), in cui Lo Casto esplora in profondità la nozione di “vita” nella filosofia plotiniana, analizzando come questa categoria si estenda alle tre principali ipostasi — l’Uno, l’Intelletto e l’Anima — e come essa connetta elementi di metafisica, antropologia filosofica e cosmologia. Ha anche contributi specifici su testi come il trattato IV 7 (2) delle Enneadi, affrontando questioni complesse riguardanti l’indipendenza dell’anima dal corpo e la teoria dell’intelletto non disceso, elementi che distinguono l’essere umano da altri esseri viventi nella filosofia plotiniana. In altri suoi saggi, come L’occhio dell’anima in Plotino: dalla corporeità alla contemplazione divina, Lo Casto propone letture esegetiche sulla corporeità e sulle possibilità di contemplazione, mostrando come l’esperienza filosofica in Plotino trascenda la semplice discussione teorica per toccare aspetti integrali dell’anima e della visione del reale. Il suo percorso accademico è segnato anche da lavori su altri autori della tradizione tardoantica e neoplatonica, come Porfirio, contribuendo a mettere in luce aspetti meno noti ma filosoficamente rilevanti delle loro opere e del contesto culturale in cui operarono. La sua formazione include una laurea in Filosofia e Storia delle Idee e un dottorato di ricerca in filosofia, scienze e culture dell’età tardoantica, che ha approfondito con soggiorni di ricerca all’estero e collaborazioni internazionali. Attraverso una combinazione di rigore filologico e sensibilità analitica, Lo Casto ha saputo offrire interpretazioni che valorizzano tanto l’autenticità dei testi antichi quanto il loro valore per la riflessione filosofica contemporanea, rendendo la sua ricerca significativa per chi studia la metafisica, l’antropologia filosofica e le radici del pensiero occidentale. Si veda, a questo proposito, il suo Platone e il passato. La tradizione come risorsa per un progetto politico, Baden Baden 2024.


Prof. Emidio Spinelli
Emidio Spinelli è professore ordinario presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza/Università di Roma, dove insegna e coordina attività scientifiche e didattiche incentrate sulla filosofia greca classica ed ellenistica.
Dopo aver ottenuto una borsa di studio dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici "Benedetto Croce" di Napoli (a. a. 1986/1987), Spinelli ha conseguito nel 1993, sempre presso la Sapienza/Università di Roma, il titolo di dottore di ricerca, con una tesi su “Il Contro gli etici di Sesto Empirico”, per poi usufruire di una borsa post-dottorato, finalizzata a una prima ricognizione sul testo dei Lineamenti pirroniani di Sesto Empirico, sotto la guida di Gabriele Giannantoni. Dopo una serie brevi esperienze di studio all'estero, grazie a borse di ricerca o perfezionamento in Austria (Vienna) e Germania (Jena), nell'anno 1995-1996 è stato Junior Fellow presso il 'Center for Hellenic Studies' di Washington, mentre nei due anni successivi è stato borsista della 'Alexander von Humboldt Stiftung', presso l'Università di Konstanz in Germania. È stato anche 'visiting scholar/professor' presso la ‘Humboldt Universitaet’ di Berlino (2009), presso l’‘École Normale Supérieure’ di Lione (2010), presso la ‘Albert-Ludwigs-Universität Freiburg’ (2014 e 2015) e presso il ‘Maimonides Centre for Advanced Studies’, Universitaet Hamburg (2017, 2018 e 2025).
La sua ricerca scientifica si concentra principalmente sulle correnti scettiche e sulle dottrine ellenistiche, con studi approfonditi su figure come Sesto Empirico (di cui ha curato e commentato testi quali Contro gli etici e Contro gli astrologi) e su questioni filosofiche fondamentali come il rapporto tra scetticismo e dogmatismo, l’individualità, il metodo critico e il valore della filosofia come modo di vita. La sua opera si caratterizza per l’integrazione tra rigore filologico, attenzione storica e riflessione filosofica, con particolare enfasi sul valore formativo della filosofia come pratica esistenziale e come strumento critico di pensiero. Tra le sue principali pubblicazioni, ricordiamo: Questioni scettiche. Letture introduttive al pirronismo antico (Lithos, Roma, 2005); Obiettivo Platone: a lezione da Hans Jonas (ETS, Pisa, 2019); Le radici del passato. Giuseppe Rensi interprete degli scetticismi antichi (ETS, Pisa, 2021).


Prof. Franco Trabattoni
Franco Trabattoni, ha insegnato per molti anni Filosofia teoretica all’Università degli Studi di Milano, distinguendosi come specialista di filosofia antica, in particolare di Platone, del quale ha offerto interpretazioni rigorose e al tempo stesso capaci di dialogare con le domande della filosofia contemporanea; accanto allo studio del pensiero platonico, si è occupato in modo significativo anche di Aristotele e di Plotino, contribuendo alla comprensione del neoplatonismo e delle sue implicazioni teoriche; il suo metodo di ricerca unisce un’accurata attenzione filologica ai testi antichi a una forte sensibilità interpretativa, orientata a mettere in luce il valore filosofico vivo e attuale delle opere classiche; nei suoi lavori ricorrono temi centrali come il problema dell’anima, il rapporto tra ragione e trascendenza, il significato del Bene in Platone e la teoria delle Idee, oltre a un’analisi approfondita dei problemi della conoscenza. Particolare rilievo assume inoltre la riflessione sul rapporto tra mito e logos e sulla struttura del dialogo platonico, attraverso cui Trabattoni indaga il linguaggio filosofico antico e le sue strategie argomentative; questa attenzione alla forma del discorso filosofico si accompagna a un interesse costante per la dimensione etica del pensiero antico e per il senso della filosofia come pratica di vita, mostrando come i classici non siano soltanto oggetto di studio storico, ma interlocutori ancora capaci di orientare la riflessione sull’esistenza e sulla conoscenza; grazie a traduzioni, commenti, saggi e monografie, spesso utilizzati in ambito universitario, Trabattoni ha avuto un ruolo decisivo nel rinnovare in Italia gli studi su Platone e, più in generale, nel mantenere vivo il dialogo tra la filosofia antica e il pensiero contemporaneo.
Tra le sue numerose pubblicazioni, ricordiamo: Scrivere nell'anima. Verità, dialettica e persuasione in Platone, La Nuova Italia, Firenze 1994; Platone, Carocci, Roma 1998; La filosofia antica. Profilo critico-storico, Carocci, Roma 2002; Attualità di Platone, Vita e Pensiero, Milano 2009.



Prof. Francesco Verde
Francesco Verde, nato a Roma nel 1983, è dal 2022 è professore associato di Storia della filosofia antica presso il Dipartimento di Filosofia di Sapienza Università di Roma, dove svolge attività di insegnamento e ricerca consolidate. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in filosofia nel 2011 (Sapienza) con una dissertazione sulla dottrina epicurea dei minimi, pubblicata da Leuven University Press nella collana Ancient and Medieval Philosophy, è stato assegnista di ricerca presso l’Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee (ILIESI-CNR) di Roma e, successivamente, ricercatore a tempo determinato (B) presso Sapienza Università di Roma (2019-2022). Nel 2016 ha ottenuto una fellowship dall’Alexander von Humboldt Stiftung che gli ha consentito di svolgere ricerca come Experienced Researcher presso l’Institut für Klassische Philologie dell’Università di Würzburg in Germania.
Gli interessi di ricerca di Verde si concentrano principalmente sulla filosofia ellenistica e la filosofia antica in generale, con particolare attenzione alle correnti dell’Epicureismo, del Peripato (la scuola aristotelica fondata da Aristotele), dell’Accademia scettica, dello Stoicismo e, in misura significativa, alla fisica antica e alla Papirologia Ercolanese. Si occupa anche di storiografia filosofica. Tra le sue prime opere si contano l’edizione italiana con commento dell’Epistola a Erodoto di Epicuro (2010) e un’antologia di testi sui concetti di libertà, fato e grazia nello Stoicismo e nel Cristianesimo di Paolo e Agostino (2010). Tra le monografie più recenti figurano la cura dell'Epistola a Pitocle di Epicuro sui fenomeni celesti e meteorologici (con la collaborazione di D. De Sanctis, F. G. Masi e M. Tulli), un volume (2022) dedicato alla filosofia peripatetica ellenistica su temi come tempo, conoscenza e anima da Teofrasto a Cratippo. Di prossima pubblicazione come curatore sono un volume di studi sul De signis del filosofo epicureo Filodemo di Gadara (insieme a S. I. S. Brumana e M. Tardella) e sugli Academici di Marco Tullio Cicerone. Sta anche lavorando insieme ad A. Ulacco e con la collaborazione di D. Pasanisi a un nuovo manuale antologico di filosofia antica.
Dirige la collana di filosofia antica open access Doxai presso l'editore TAB di Roma, co-dirige la rivista internazionale di filosofia antica Méthexis (con F. Trabattoni) e la rivista di filosofia Syzetesis (con F. Sterpetti e M. Tedeschini).

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Lasciati ispirare dalle loro conoscenze, partecipa a discussioni stimolanti e vivi un'esperienza indimenticabile. Ogni relatore è una finestra unica sulla filosofia antica, pronta ad aprirsi per te. Sii parte del Festival della Filosofia Antica e arricchisci il tuo percorso intellettuale. Ti aspettiamo a Senigallia!